sabato 23 febbraio 2013

il gatto Europeo: una forte personalità

L’Europeo, diretto discendente del gatto di strada, è proprio un gatto di razza al pari del Persiano o del Siamese!
Ha origini antichissime: arrivò in Europa a bordo delle navi dei Fenici e per lungo tempo dovette accontentarsi delle sue discendenze poco “nobili”, lottando per sopravvivere in un ambiente in cui si susseguivano guerre, invasioni, pestilenze e carestie, sopportando le persecuzioni di coloro che lo ritenevano un animale diabolico.

Gattini europeiNell’Ottocento il gatto Europeo inizia a riscuotere grande successo: quando i primi allevatori iniziano a selezionare le razze entra nelle case, dove è amato e rispettato. Negli ultimi anni ’60 viene fissato lo standard di razza, mentre negli anni ’80 è riconosciuto ufficialmente dalla FIFe (Federazione Internazionale Felina).
Il gatto Europeo è generalmente molto intelligente, con una ben definita personalità. Ha grande intuito, sa riconoscere pregi e difetti del proprio compagno umano, e identificare chi lo ama e chi non gli vuole bene. Ha una buona memoria ed è molto reattivo. Inoltre, per la gioia dei padroni, è un micio molto pulito.

L'Europeo, un ottimo gatto da appartamento
Vive benissimo in appartamento, ma di certo sarà più contento se potrà esercitare le sue qualità di cacciatore su una terrazza o in giardino. Ha un ottimo appetito, perciò si deve fare molta attenzione per evitare che mangi più di quanto dovrebbe.
L’Europeo è il gatto ideale per la famiglia, per le persone sensibili, è adorato dalle persone anziane e dai bambini.
È un gatto dalla gestione poco impegnativa, dato che il suo pelo corto, liscio e lucido non richiede una toelettatura elaborata. È infatti sufficiente spazzolarlo solo una o due volte a settimana, ricordandosi però di intensificare questa operazione durante il periodo della muta.
È un animale molto prolifico pertanto, per evitare cucciolate indesiderate, sono oramai consuetudine gli interventi di sterilizzazione sia per il maschio che per la femmina.
Il gatto Europeo è un animale robusto, forte, muscoloso, con il petto largo e ben sviluppato. Ha la testa abbastanza larga, le guance ben sviluppate, il mento forte, il naso dritto. Le orecchie sono di media grandezza, dritte, ben distanziate e arrotondate alle estremità. Gli occhi sono rotondi e aperti, la coda è di lunghezza media, spessa alla base e sottile all’estremità. Le zampe sono ben proporzionate e solide, i piedi ben delineati e rotondi, il mantello folto, corto e lucido.
L’Europeo non è affatto un gatto comune, grazie alla straordinaria originalità dei suoi mantelli: sono caratterizzati da sfumature di diverso colore, tonalità (bianco, nero, blu, rosso), da diversi accostamenti, chiazze, macchie e tigrature.

Il gatto europeo

Il gatto europeo, detto anche celtic, è il comune gatto domestico che vediamo normalmente nelle strade delle nostre città.
Descrizione
Aspetto e morfologia
L'europeo è di taglia medio-grande co ossatura forte; la faccia è più lunga che larga, con guance sviluppate e fronte e cranio arrotondati. Le orecchie terminano con punte leggermente arrotondate ed hanno qualche ciuffo di pelo che spunta dall'interno, gli occhi sono obliqui rispetto alla cavità nasale e possono essere verdi, gialli, arancio, blu. Le zampe sono forti, di media lunghezza con piedi solidi e rotondi; la coda è folta alla base co l'estremità arrotondata e il mantello è corto, fitto, elastico e ben aderente al corpo.

Le origini
Le sue origini si perdono nella notte dei tempi e sembra che l'europeo discenda direttamente dagli antichi gatti egiziani. È il discendente diretto del gatto nordafricano, il progenitore di tutti i gatti ora esistenti; viveva nella zona del delta del Nilo e quando il fiume straripava e allagava le colture, tutta una serie di animali cone rane, topi e piccoli serpenti invadeva i campi: i mici erano impareggiabili nel cacciarli.
Erano animali venerati e quando ne moriva uno i membri della famiglia alla quale apparteneva si rasavano capelli e sopracciglia in segno di lutto e l'animale veniva sepolto con tutti gli onori.
Non si poteva farli uscire dall'Egitto ma i fenici, abili contrabbandieri, riuscirono nell'impresa e si arricchirono con il commercio dei gatti in Europa, dove venivano impiegati nella caccia ai topi. Da quel momento fenici, greci e romani contribuirono a diffondere il gatto ovunque.
Negli anni '60 gli allevatori del Nord Europa ne hanno fissato tipo e standard. Nel 1980 il gatto europeo ha ottenuto il riconoscimento ufficiale come gatto di razza.

Taglia: medio-grande
Peso: il maschio raggiunge i 6 Kg, la femmina può arrivare al massimo a 4.5 Kg
Tipo: pelo corto
Colori: grande varietà di colori
Vita media: 12 anni

Gatto Europeo

gatto europeo
Il gatto europeo è il vero gatto di strada, dei campi e dei tetti insomma il vero gatto, colui che non ha subito mutamenti di carattere e di portamento, questo grazie alla sua intelligenza, e resistenza, al suo carattere distante, indipendente, e discreto. Le sue facoltà di adattamento sono notevoli. Conosce i limiti da non superare. Non è molto paziente nei confronti degli umani, ma quando si affezziona diventa dolce e fedele. E' un ottimo e utile cacciatore.

Caratteristiche fisiche del gatto europeo

Vita media: 12 anni
Ossatura forte; robusto e muscoloso.
Taglia: medio-grande. Il maschio raggiunge i 6 kg,la femmina può arrivare al massimo a 4,5 kg.
Testa: sembra rotonda,in realtà presenta una faccia più lunga che larga,con guance ben sviluppate,la fronte e il cranio sono arrotondati e il collo è ben proporzionato.
Orecchie: di media grandezza,terminano conpunteleggermente arrotondate. Ben distanziate alla base hanno qualche ciuffo di pelo che spunta dall'interno del padiglione.
Occhi: sono piazzati leggermente in obliquo rispetto alla canna nasale e possono essere verdi,gialli arancio e blu,ma anche impari,negli esemplari con il mantello bianco. Lo sguardo è vispo e intelligente.
Corpo: robusto,forte,con il petto largo e la muscolatura ben sviluppata.
Zampe: solide e forti,di media lunghezza;piedi forti e rotondi.
Coda: forte alla base e con l'estremità leggermente arrotondata.
Mantello: corto,fitto,lucido,elastico e ben aderente al corpo.
Colore: la varietà di mantello sono veramente numerose e lo standard accetta tutte le varietà di colore. La combinazione dei disegni del suo mantello è quindi veramente infinita, le principali sono:
  • gatto europeo tigrato
  • gatto europeo soriano
  • gatto europeo marmorizzato
  • gatto spagnolo
  • gatto europeo tartarugato

Carattere del gatto europeo:

Il gatto è europeo è intelligente, curioso e giocoso.  L'istinto predatorio si manifesta con il salto, l'agguato, l'esplorazione. E' un gatto moderatamente addestrabile. Dimostra con buona chiarezza gli stati d'animo, ed è capace di grande sensibilità.
Si adatta facilmente ad ogni ambiente: appartamento, terrazzo, giardino o in grandi spazi. E' consigliabile lasciargli libertà di muoversi e girovagare.
Gatto Europeo

IL GATTO EUROPEO

  • Corporatura: il gatto europeo ha un corpo robusto e muscoloso. Il petto è largo, il collo e le spalle sono pronunciate.
  • Testa: la testa è piuttosto larga, la faccia appare rotonda, ma è più lunga che larga. La fronte e il cranio sono leggermente arrotondati.
  • Naso: è diritto, di lunghezza media e di larghezza costante. La fronte è caratterizzata da una leggera depressione a livello degli occhi.
  • Orecchie: le orecchie sono dritte; arrotondate all'estremità e possono avere pelo sulle punte.
  • Occhi: gli occhi sono di forma rotonda, disposti leggermente in obliquo.
  • Zampe: le zampe sono forti e solide, di lunghezza media, si assottigliano regolarmente verso piedi forti, robusti e di forma arrotondata.
  • Coda: la coda è di lunghezza media, ma non sempre e in alcuni gatti è anche all' insù. Piuttosto spessa alla base, si affila gradualmente fino all'estremità arrotondata.
  • Mantello: il pelo è normalmente corto, e quando il gatto gode di una nutrizione adeguata ed appropriata, ha la pelliccia lucida.
  • Colori: i colori del pelo sono soprattutto scuri. I più frequenti sono: grigio, bianco o bianco sporco, marrone, arancio scuro, nero. Spesso le femmine hanno il mantello di 3 colori diversi, abbinati solitamente con bianco, marrone e arancio.
Una caratteristica è quella di una sorta di maschera accanto agli occhi, per lo più di colore marrone-scuro.
l riconoscimento della razza si giunse dopo un lungo lavoro, iniziato nel 1925 in Inghilterra ad opera del Governing Council of the Cat Fancy, organizzazione di appassionati che ebbe grande influenza nella determinazione degli standard di molte razze. Sebbene le mire iniziali degli allevatori fossero quelle di creare un registro per il gatto comune inglese (British shorthair), l'innascondibile discendenza di questo da quello continentale aprì comunque la strada allo Shorthair (il nome, che significa "di pelo corto", con cui è anche noto l'europeo), per il quale si campionarono esemplari dei più diversi, tutti di prelevamento domestico, ma - anche per le abitudini del tempo - tutti incrociati con la popolazione randagia.
Il gatto europeo è perciò una razza selezionata direttamente dal gatto comune domestico, o gatto soriano, ovvero dalla stragrande maggioranza dei gatti in circolazione in Italia ed in Europa. La circostanza ha fatto sì che la rappresentazione culturale (anche in termini di tradizioni popolari) del gatto, sia massimamente in qualche modo riconducibile all'europeo.
Si distinguono, all'interno della razza le seguenti varietà
  • gatto europeo bianco
  • gatto europeo unicolore
  • gatto europeo squama di tartaruga
  • gatto europeo smoke
  • gatto europeo tigrato o tabby
  • gatto europeo silver
  • gatto europeo con bianco (bicolore, van, arlecchino)
  • Carattere

  • Delle caratteristiche note del gatto, l'europeo presenta accentuate soprattutto l'intelligenza, la curiosità, la giocosità e l'istinto predatorio, disponendo molto del tempo di veglia ad attività che le mettano in pratica; ove impossibilitato, l'europeo esprime comunque anche l'istinto della caccia con comportamenti che secondo molti studiosi ravvivano di tanto in tanto istruzioni genetiche specifiche, come il salto, l'agguato, l'esplorazione. Durante lo svezzamento, il cucciolo di europeo riceve articolatissimi insegnamenti in questo senso dalla madre, e ciò anche se questa abbia vissuto separata da contesti naturalistici, ad esempio esclusivamente in appartamento, quasi che gli innatismi riescano a sopravvivere alle compressioni cui certe domesticazioni li sottopongono, anche in assenza di modi di pratica.
  • Cucciolo di femmina di gatto europeo
  • Moderatamente addestrabile dall'uomo, sebbene a prezzo di un notevole impegno e solo in presenza di un rapporto di confidenza molto profondo, l'europeo esprime episodici sprazzi di affettuosità (più marcati nelle femmine), superati da molto più frequenti tensioni ludiche. Dimostra invece con buona chiarezza gli stati d'animo, ed è capace di grande sensibilità.
  • Si sostiene da taluni etologi che vi sia una correlazione fra il colore del manto ed il grado di dominanza o di remissività degli esemplari dell'europeo, sia nei rapporti con i simili, sia nei rapporti con l'uomo; secondo questi studi, ai mantelli con tinte più chiare corrisponderebbe un carattere maggiormente dominante, mentre a quelli più scuri un'indole di maggiore remissività. La tesi ha fatto discutere, ma ha suscitato, almeno per ora, un'accoglienza solo tiepida. Secondo altri studiosi, l'europeo è comunque portato a sviluppare una certa personalità in assenza di personalità più forti (umane o dei simili) che possano comprimerla, nel qual caso invece si adatta alla posizione subalterna, sebbene non sempre di buon grado.
  • Gatto europeo adulto
  • La tigratura e i mantelli
  • Particolare del mantello di un gatto europeo maschio di 4 mesi
  • Circa la tigratura, va detto che di fatto, salvo casi rarissimi, essa è presente, anche se talvolta impercettibilmente, in pressoché tutti gli esemplari. Il rilievo delle tigrature, in simili esemplari, si presenta in particolari condizioni di luce, ad esempio con forte luce radente ed ovviamente ad osservazione ravvicinata.
  • Ciò vale anche per i pregiati esemplari grigio-argentei, mentre è più facile che sia assente negli esemplari prevalentemente bianchi, anche se si è da taluni sostenuto che ciò possa accadere per effetto di casuale incrocio di pigmenti bianchi nella combinazione del patrimonio genitoriale.
  • Del resto, le variazioni della tigratura sono state definite come assolutamente distintive di ciascun individuo, al pari delle impronte digitali umane: non si ha infatti nozione di due gatti con l'identico disegno.
  • I mantelli più diffusi sono quelli tabby, soprattutto nel disegno mackerel (tigré, caratterizzato da righe continue) e blotched (caratterizzato da un disegno marmorizzato).
  • I bicolori vengono classificati a seconda della disposizione della pezzatura bianca in bicolori, arlecchini e van.
  • Tra le varietà più rare vi sono i silver, sia nella versione silver tabby che smoke.
  • I tricolori sono quasi esclusivamente di sesso femminile, nella varietà calico (nero/arancio/bianco) e calico diluito (grigio/crema/bianco).
  • Le particolari leggi biologiche che governano le pigmentazioni ed i disegni dei mantelli, rendono alquanto ardua la selezione in allevamento: la lunga storia del gatto europeo è anche una ricchissima storia genetica nella quale di tanto in tanto affiorano sorprese e variazioni, e la ricerca estetica selettiva ne risulta fortemente penalizzata.


Il gatto domestico (Felis silvestris catus) è un mammifero carnivoro della famiglia idei felidi (genere felis). Oggi si contano una cinquantina di  razze differenti riconosciute con delle certificazioni. Essenzialmente territoriale e crepuscolare, il gatto è un predatore di piccoli animali, specialmente roditori.

Il gatto per comunicare utilizza vari vocalizzi (più di 16), le fusa, le posizioni del corpo e produce dei feromoni.

Il gatto può essere addestrato ad obbedire a semplici comandi e può imparare da solo a manipolare semplici meccanismi come le maniglie delle porte. La denominazione gatto deriva dal latino catuscattus, di origine incerta, la cui radice presenta analogie con il nubiano kadis ed il berbero kadiska.

Altre fonti ne fanno risalire l'origine alle lingue celto-germaniche (antico alto tedesco chazza, moderno alto tedesco katze, kater, cimbrico kâth, iro-gaelico cat, antico scandinavo kötr, anglosassone cat, svedese katt)

Il gatto è un animale territoriale. Il territorio del gatto ha un raggio attorno alla sua dimora di almeno 5 chilometri Il territorio viene delimitato emettendo i feromoni. L'interazione con gli altri gatti viene centrata sulla relazione con il territorio. La memoria del territorio viene costruita additivamente, impara quanto viene "aggiunto" al territorio, ma non si accorge di quanto viene tolto. Ad esempio un gatto ritornerà continuamente a controllare la tana di un topo che ha catturato, anche se sa che questa è vuota.
Il gatto non è un animale unicamente solitario: a seconda dello spazio e delle risorse disponibili, i gatti possono formare delle strutture sociali che vanno dal gatto solitario in ambiente rurale, a dei larghi e densi gruppi in ambiente urbano.

Comunicazione

I gatti comunicano tra di loro principalmente per mezzo dei feromoni e delle posizioni corporalI.
Le ghiandole contenenti i feromoni si trovano in numerosi punti sul corpo: ghiandole anali, tra i cuscinetti sulle zampe, attorno alla coda, nel solco intermammario, attorno alla bocca e sulle guance. Nei primi due casi si tratta generalmente di feromoni di allarme, che stimolano l'animale ad evitare la zona quando non addirittura alla fuga. I feromoni si depositano anche sulla saliva, nel materiale fecale e nell'urina. Hanno il vantaggio di durare nel tempo, anche in assenza del gatto. Possono essere deposte volontariamente per marcare il territorio, come ad esempio i feromoni emessi dalle ghiandole interdigitali durante le graffiature, per stabilire dei contatti sociali (tipicamente dalle ghiandole caudali) e quando il gatto si pulisce, oppure involontariamente, per stress (feromoni di allarme), attaccamento della madre ai suoi piccoli (dal solco intermammario, sono denominate anche C.A.P., Cat Appeasing Pheromone), con i feromoni sessuali (sempre dalla zona anale/caudale). Con l'eccezione dei feromoni di allarme e sessuali, in generale l'effetto chimico agisce principalmente sullo stesso gatto che li ha emessi.
Attualmente sono stati evidenziati almeno cinque messaggi chimici mediati dai feromoni, di tre dei quali si è riconosciuto il significato
  • F2 - è una marcatura di tipo prettamente sessuale e viene emessa dal maschio in calore.
  • F3 - viene deposta sugli oggetti e nell'ambiente di cui fa parte il territorio del gatto. Ha una funzione tranquillizzante e inibisce lo stimolo alla marcatura urinaria. Esistono in commercio, per l'appunto, versioni sintetiche di queste secrezioni per i problemi di eccessiva marcatura urinaria dei gatti maschi negli ambienti domestici (Feliway®). Tali feromoni sono anche detti facciali, in quanto vengono emessi da ghiandole poste sul muso dell'animale, mediante sfregamento della parte laterale del viso, dalla connessura labiale fino alla zona posta al di sotto delle orecchie. In pratica, lo strusciare la guancia del gatto è in realtà un'azione di marcatura feromonale F3.
  • F4 - viene secreto per l'allomarcatura, ovvero la marcatura chimica dei conspecifici o dei familiari, incluso l'uomo. Uno degli effetti del feromone F4 è la riduzione dell'aggressività nel felino stesso.

Posizioni corporali

Il gatto utilizza per comunicare anche una larga gamma di posizioni corporali. La posizione generale del corpo, le sue mimiche facciali o il movimento della sua coda, degli occhi e delle orecchie indicano il suo stato emozionale. Quando è spaventato o aggressivo tira indietro le orecchie e tende i baffi. La coda sollevata è in segno di saluto. Quando è spaventato e vuole incutere paura all'avversario fa una gobba e rizza il pelo per apparire più grosso.
La coda ritta, con la sola punta piegata da un lato, è indice di benessere e di piacere. La coda agitata ritmicamente, talvolta sbattuta con una certa forza da un lato all'altro mostra invece nervosismo che può trasformarsi in aggressività. Altre volte la madre utilizza la sua coda per stimolare l'istinto di caccia della sua prole.
  • Il miagolio è un verso caratteristico del gatto; il verbo miagolare deriva dall'onomatopea miao, stilizzazione del verso. In genere il gatto è piuttosto discreto e miagola poco, ma alcune razze, come i siamesi, sono più loquaci di altre.
Il gatto grida sovente e fortemente quando cerca un compagno o una compagna. In questo caso i miagolii sono emessi dapprima dalle femmine, all'inizio dell'estro, poi durante tutta la durata dell'accoppiamento, sia dal maschio che dalla femmina, con numerose variazioni possibili. Più raramente il gatto emette un miagolio a scatti a bassa intensità, quando vede una preda fuori portata, come un uccello o un insetto volante. Questi miagolii sono sovente accompagnati dallo scatto delle mandibole, una sorta di "battere i denti", alle volte accompagnati da vivi movimenti della coda.

Ringhi

Il gatto in posizione di attacco o di difesa, è anche capace di ringhiare, soffiare e sputare per intimorire e avvisare l'avversario. Secondo alcuni ricercatori il soffio imita il comportamento del serpente.[23] Quando è aggressivo, specialmente in rapporto con altri suoi simili, il gatto può emettere un ringhio di tonalità molto bassa e profonda, che è considerato l'ultimo avviso prima dell'attacco.

Fusa

Il meccanismo dell'emissione delle fusa dei gatti non è ancora conosciuto. I felini non sembrano possedere un organo dedicato alle fusa. Una prima ipotesi suppone una contrazione molto rapida dei muscoli della laringe, che comprimerebbe e dilaterebbe la glottide facendo vibrare l'aria che passa. Un'ipotesi più antica, evoca una vibrazione della vena cava, amplificata dai bronchi, dalla trachea e dalle cavità nasali. Queste vibrazioni sonore si ritrovano nella maggior parte dei felini, ma il loro meccanismo e la loro utilità non sono ancora spiegati completamente. I gatti sono gli unici felini che riescono a fare le fusa sia durante l'inspirazione che l'espirazione, senza "interrompere" il tipico suono.
Le fusa cominciano all'età di due giorni: durante l'allattamento i piccoli rassicurano in questo modo la madre che tutto va bene e questa non deve continuamente sorvegliarli. Le fusa della madre, a loro volta, rassicurano i piccoli che sono al sicuro. L'emissione delle fusa avviene anche durante la pulitura dei piccoli, ma può avvenire anche quando il gatto è malato, ferito o morente. In questi ultimi casi è probabile che le fusa servano a calmare l'animale e per richiedere un aiuto.

Sonno



Il gatto necessita tra 12 e 16 ore di sonno, ma in generale dorme di più: dalle 15 alle 18 ore al giorno. Resta così sveglio circa dalle 6 alle 9 ore una parte delle quali durante la notte per cacciare. Il sonno del gatto comprende una grande proporzione di fasi di sonno paradossale durante le quali sogna: la durata quotidiana di questa fase dura da 180 a 200 minuti, mentre per l'uomo si attesta sui 100 minut. Per questa ragione il gatto viene utilizzato spesso per esperimenti nel quadro dei cicli del sonno.
Durante le fasi del sonno paradossale, l'attività elettrica del cervello, degli occhi e dei muscoli è molto importante. Si assiste al movimento delle vibrisse, a sussulti delle zampe o della coda, il pelo può rizzarsi e il gatto può cambiare posizione.
Il gatto effettua almeno 2 volte al giorno un sonno persistente, che occupa circa 6 ore. Quindi la giornata di un gatto è di circa 12 ore, e non come la nostra che è di 24. Infatti, i gatti durante la notte dormono all'incirca 6 ore. Ciò significa che dormono altre 6 ore durante il giorno.

Graffi


La crescita degli artigli del gatto è continua e compensa l'usura naturale. Il gatto può aggiustare la lunghezza e affilare i suoi artigli strofinandoli contro delle superfici rugose. I graffi sono dei marchi visuali e odorosi. Questo comportamento è per comunicare agli altri gatti l'appartenenza del territorio.

Pulizia

Durante la loro pulizia ingeriscono molti peli che poi si accumulano nel loro stomaco, formando delle palle di pelo chiamate bezoari. Questo perturba il transito intestinale e vengono dunque vomitate per evitare l'occlusione intestinale. La pulizia reciproca tra gatti è riservata solo tra quelli che si conoscono intimamente. Si leccano per scambiarsi l'odore e per depositare sull'altro dei feromoni calmanti[13].

Escrementi


I gatti in natura scelgono dei luoghi con terra molle per depositare i loro escrementi. Li coprono in seguito con della terra, grattando con le loro zampe anteriori. L'odore degli escrementi innesca il loro interramento; ciò permetteva al gatto allo stato selvatico di non far individuare il proprio odore dai predatori e di diminuire i rischi di infezioni da parassiti. Questo, quindi, è un atteggiamento quasi istintivo, e viene inculcato dalla madre ai cuccioli molto presto.
Il gatto produce escrementi una o due volte al giorno ed urina fino a cinque volte al giorno, senza contare le attività di marcatura urinaria del territorio. Quest'ultimo comportamento è riconoscibile perché il gatto alza la coda e rivolge la schiena verso l'oggetto che intende marcare. Anche la defecazione è utilizzata come marcatura del territorio quando gli escrementi vengono depositati ben in vista nei luoghi di passaggio dei gatti (per esempio sopra un ceppo). Con l'invecchiamento dell'animale il volume dell'urina può crescere a causa di frequenti problemi benigni di ipertiroidismo.
Le feci dei gatti possono essere veicolo di trasmissione all'uomo della Toxoplasmosi attraverso ingestione delle oocisti sporulate.

La convivenza con l'uomo


Il gatto è un animale il cui addomesticamento è relativamente recente. Per questo conserva una sua naturale diffidenza e indipendenza. Nei gatti non esiste una struttura gerarchica come nei cani, e dunque il suo rapporto con gli umani è diverso: l'essere umano viene considerato come una madre sostitutiva che è utile per procurare il cibo e garantisce protezione. In questo senso il gatto non si lega al suo "padrone", essendo un animale che è più legato al territorio che non al branco, a differenza del cane Non per questo il gatto non può provare affetto verso le persone e in alcuni casi può anche essere protettivo. Nella maggior parte dei casi se allevato da piccolo il suo atteggiamento verso il padrone è inoltre affettuoso e dolce. Il gatto può inoltre manifestare il proprio affetto verso il padrone succhiando la cute a livello della piega del gomito, e nel frattempo facendo le fusa ed allungando le zampe. In tali momenti resta con gli occhi chiusi ed il padrone, in una forma di imprinting, rappresenta per lui la vera madre. Un altro modo di riconoscere l'umano come una "mamma" è quello di grattare il torace del compagno umano con le zampe anteriori. Questo comportamento è detto "fare la pasta", in quanto le zampe si muovono come le braccia di un uomo quando impasta la farina, ed è un'azione tipica dei gattini sotto allattamento che in questo modo stimolano la lattazione dalle mammelle materne. Non è sempre un comportamento gradito agli umani, in quanto eseguito con le unghie sfoderate, ma va considerato comunque una dimostrazione di affetto in quanto viene appunto proiettata sul padrone la figura materna.

Una compagnia benefica

Diversi studi hanno evidenziato come la compagnia di un gatto possa aiutare le persone con problemi psichici, le persone sole o stressate abbassandone la tensione. Esistono persino delle tecniche di gattoterapia, ossia di pet therapy con i gatti[32].
Il gatto è essenzialmente carnivoro. Il suo organismo necessita della taurina, un derivato degli amminoacidi che non sintetizza autonomamente, ma che ritrova nella carne. Un gatto che non assimila una dose sufficiente di taurina svilupperà sintomi di disturbi oculari e cardiaci, un deficit immunitario e nelle femmine dei problemi riproduttivi.
Tecniche di caccia
Già nei primi mesi di vita si possono osservare dei giochi di caccia nei gattini, talvolta utilizzando la coda della madre. Anche il gatto utilizza le classiche tecniche di caccia dei Felidae, basate sull'appostamento e l'agguato. Tali tecniche vengono trasmesse dalla madre nell'infanzia dell'animale (primi 5-6 mesi di vita) tramite il gioco.
Per uccidere la preda il gatto la morde generalmente alla nuca, rompendo così la colonna vertebrale. Le prede più cacciate sono i piccoli roditori, ma possono anche essere lucertole, piccoli uccelli e insetti. Alle volte può anche attaccare ricci, conigli e serpenti. Non esita, in caso di bisogno, a nutrirsi anche di scarti.
I gatti domestici che hanno l'opportunità di cacciare fin da giovani divorano generalmente la loro preda. In genere, prima di ucciderla giocano con essa prima di divorarla. Alle volte la portano al padrone considerandolo un genitore adottivo poco abile nella caccia.
Il cioccolato è tossico per i gatti, poiché contiene la teobromina che non può essere metabolizzata dal loro organismo (come pure da quello dei cani).

My Europeo





Il gatto Europeo

Il gatto Europeo, un amico tutto speciale

E’ definito il “gatto per eccellenza” ma c’è chi lo chiama anche il “gatto più gatto”. In effetti, se pensiamo ad un micio ci viene in mente per forza lui: la testolina rotonda, il corpo compatto, gli occhi grandi e leggermente obliqui, la coda che si assottiglia in punta. E’ il gatto di razza Europea, il comune gatto domestico.
“Comune” è un termine che però non deve trarre in inganno. Di comune, inteso come dozzinale, questo micio non ha proprio nulla. Si è portati a considerarlo come una “seconda categoria”, qualcosa di molto diverso dalle razze esotiche e aristocratiche come i persiani o i siamesi. Ma in realtà, quella Europea non solo è una razza vera e propria, riconosciuta e accettata nelle esposizioni feline, ma anche una tra le più nobili. Le sue origini infatti si perdono nella notte dei tempi e sembra che questo micio discenda direttamente dagli antichi gatti egiziani, ritenuti un tempo al pari delle divinità.
E’ comunque il gatto il più diffuso in assoluto. Si è calcolato che in Italia la popolazione felina si aggira sui sette milioni e mezzo di individui, e quasi tutti sono Europei. E’ quindi il più amato, il più fotografato, il più richiesto. E anche il protagonista di favole, di racconti, e di cartoni animati. Appartengono a questa razza il gatto con gli stivali della fiaba, il famoso Silvestro, il gatto Tom e il Romeo degli Aristogatti di Walt Disney. Sono Europei i mici che abitano il Colosseo, e quelli che passeggiano indisturbati nelle calli veneziane. E sono i beniamini delle “gattare”, le signore premurose che portano il cibo ai mici senza padrone.
Io scrivo e qui, sul divano accanto a me, di Europei ne ho due. Amneris e Butterfly mi osservano attentamente. Credo sappiano che sto parlando di loro. La razza Europea è il risultato di una selezione durata secoli, e avvenuta nella più totale libertà. Quando accarezziamo il nostro Europeo perciò, facciamolo quasi con riverenza: è un gatto storico. E’ il discendente diretto del gatto selvatico nordafricano, il progenitore di tutti i gatti ora esistenti. Questo piccolo felino viveva nelle zone del delta del Nilo, cacciando con grande abilità i serpenti e i topi che abitavano gli acquitrini. Si pensa furono gli antichi egizi i primi a fare amicizia con lui e ad inserirlo nelle loro vita di tutti i giorni. Gli egizi erano veri maestri nello stringere rapporti con gli animali e capirono subito che il gatto poteva davvero tornare utile. Quando il Nilo straripava e allagava le colture, tutta una serie di animaletti, rane, topi e serpentelli, invadeva i campi. I mici allora si dimostravano impareggiabili nel cacciarli. Erano così importanti che la gente li riteneva di origine divina. La dea Bastet infatti, era raffigurata con il corpo di donna e la testa di gatta. Erano animali venerati e, quando ne moriva uno, i membri della famiglia alla quale apparteneva, si rasavano i capelli e le sopracciglia in segno di lutto. L’animale poi veniva mummificato e sepolto con tutti gli onori.
Nessuno poteva fare del male ad un gatto. La pena era la morte. E non si poteva neppure farli uscire dall’Egitto, perché erano un patrimonio nazionale. Ma i fenici, esperti contrabbandieri, riuscirono ugualmente nell’impresa. Si arricchirono molto con il commercio dei gatti perché in Europa, e soprattutto in Grecia, la gente si era accorta della loro validità nel combattere i topi, compito che prima riservavano alle donnole e alle faine. I fenici, i greci e anche i romani, tutti popoli che viaggiavano per mare, contribuirono quindi a diffondere il gatto un po’ ovunque. Divenne in poco tempo l’animale preferito dai marinai, perché capace di tenere sotto controllo i topi nelle stive delle navi. La repubblica di Genova, per esempio, “assumeva” addirittura dei gatti, con un regolare stipendio e anche Cristoforo Colombo, quando fece il suo viaggio alla volta delle Americhe, aveva una coppia di gatti, un maschio e una femmina, su ognuna delle sue caravelle.
Forte, resistentissimo alle malattie al punto che il detto “avere sette vite” sembra coniato apposta per lui, capace di adattarsi a qualsiasi tipo di clima, il gatto Europeo deve il suo grande successo soprattutto al carattere. Una miscela di affettuosità e indipendenza. Chi ne possiede uno lo sa bene. Si affeziona moltissimo a chi lo accudisce ma riesce nello stesso tempo a mantenere un leggero distacco, come se volesse riservarsi del tempo dal trascorrere in solitudine a meditare.
Roberto Allegri

STORIA

Il gatto Europeo proviene dal Nord Africa ed è arrivato in Europa grazie ai mercanti Fenici. Ha avuto subito un successo straordinario sia per la bellezza che per le doti di abile e robusto cacciatore di topi. Sembra che i mercanti genovesi lo considerassero addirittura un portafortuna, tanto che non mancava mai sulle navi che partivano per mete lontane. Negli anni 60 gli allevatori del Nord Europa ne hanno fissato tipo e standard. Nel 1980 l'Europeo ha ottenuto il riconoscimento ufficiale.

COM'E' FATTO

Ossatura forte; robusto e muscoloso.
Taglia:medio-grande. Il maschio raggiunge i 6 kg,la femmina può arrivare al massimo a 4,5 kg.
Testa: sembra rotonda,in realtà presenta una faccia più lunga che larga,con guance ben sviluppate,la fronte e il cranio sono arrotondati e il collo è ben proporzionato.
Orecchie: di media grandezza,terminano conpunteleggermente arrotondate. Ben distanziate alla base hanno qualche ciuffo di pelo che spunta dall'interno del padiglione.
Occhi: sono piazzati leggermente in obliquo rispetto alla canna nasale e possono essere verdi,gialli arancio e blu,ma anche impari,negli esemplari con il mantello bianco. Lo sguardo è vispo e intelligente.
Corpo: robusto,forte,con il petto largo e la muscolatura ben sviluppata.
Zampe: solide e forti,di media lunghezza;piedi forti e rotondi.
Coda: forte alla base e con l'estremità leggermente arrotondata.
Mantello: corto,fitto,lucido,elastico e ben aderente al corpo.
Colore:la varietà di mantello sono veramente numerose e lo standard accetta tutte le varietà di colore. La combinazione dei disegni del suo mantello è quindi veramente infinita. Questo è dovuto al continuo incrocio dei caratteri genetici avvenuto attraverso accoppiamenti poco controllati,sopratutto in passato. Fra le colorazioni del mantello quella che forse è considerata la più tipica della razza è il tabby che,fra l'altro,ricorda le lontanissime origini dell'Europeo.
Vita media:12 anni

CARATTERE

Il gatto Europeo è attivo,furbo e curioso,ama andare a caccia di piccoli animali. Le femmine in particolare,si affezionano all'intera famiglia. Si adatta facilmente ad ogni ambiente:appartamento,terrazzo,giardino o in grandi spazi. E' consigliabile lasciargli libertà di muoversi e girovagare. Resiste alle fredde temperature. I gatti della varietà bianca sono più combattivi e autoritari.

CURE

Avendo il pelo corto non richiede toelette molto ricercate: sarà sufficiente spazzolarlo 1 o 2 volte alla settimana,intensificando l'operazione durante il periodo della muta. Sono molto utili le spazzole di gomma e per lisciare e lucidare il mantello si può usare una pelle di daino inumidite che ,passata sul pelo, facilita la rimozione dei peli morti. Bisogna abituarlo al bagno fin da cucciolo,utilizzando shampoo speciali per gatti a pelo corto e avere cura di asciugarlo sempre perfettamente.

ALIMENTAZIONE

E’ un gatto forte e robusto dotato di un appetito straordinario . Si consiglia l’uso di cibi preconfezionati perché offrono un doppio controllo:sulla qualità ,perché vengono sempre rispettate le giuste proporzioni nella somministrazione dei principi nutritivi ed anche sulla quantità ,perché risulta più facile dosare il quantitativo di cibo da somministrare. E ‘ molto valido e molto apprezzato anche il cibo secco che non deve essere servito come ‘contentino’ ma come un alimento nel vero senso del termine. I croccantini non devono essere somministrati ‘ in più ma sostituire il pasto tradizionale ed essere ripartiti nelle giuste dosi durante la giornata. I gatti sterilizzati tendono facilmente ad ingrassare per cui necessitano di un maggiore controllo ed eventualmente della somministrazione di cibo a basso contenuto calorico.

RIPRODUZIONE

Si riproducono con grande frequenza (2-3 volte all'anno). La gestazione dura in media poco più di 2 mesi e la femmina non necessita di cure particolari. Difficilmente in gravidanza la femmina presenta dei problemi e anche il parto non richiede l’intervento da parte del proprietario (la sua presenza è però sempre consigliata). I cuccioli sono in media 4/7 per parto. I cuccioli devono essere svezzati intorno ai trenta giorni ed è bene somministrargli cibi appositamente studiati per i cuccioli in modo che vengano fornite,nelle giuste proporzioni, tutte le sostanze di cui necessitano.
E’ definito il “gatto per eccellenza” ma c’è chi lo chiama anche il “gatto più gatto”. In effetti, se pensiamo ad un micio ci viene in mente per forza lui: la testolina rotonda, il corpo compatto, gli occhi grandi e leggermente obliqui, la coda che si assottiglia in punta. E’ il gatto di razza Europea, il comune gatto domestico.
“Comune” è un termine che però non deve trarre in inganno. Di comune, inteso come dozzinale, questo micio non ha proprio nulla. Si è portati a considerarlo come una “seconda categoria”, qualcosa di molto diverso dalle razze esotiche e aristocratiche come i persiani o i siamesi. Ma in realtà, quella Europea non solo è una razza vera e propria, riconosciuta e accettata nelle esposizioni feline, ma anche una tra le più nobili. Le sue origini infatti si perdono nella notte dei tempi e sembra che questo micio discenda direttamente dagli antichi gatti egiziani, ritenuti un tempo al pari delle divinità.
E’ comunque il gatto il più diffuso in assoluto. Si è calcolato che in Italia la popolazione felina si aggira sui sette milioni e mezzo di individui, e quasi tutti sono Europei. E’ quindi il più amato, il più fotografato, il più richiesto. E anche il protagonista di favole, di racconti, e di cartoni animati. Appartengono a questa razza il gatto con gli stivali della fiaba, il famoso Silvestro, il gatto Tom e il Romeo degli Aristogatti di Walt Disney. Sono Europei i mici che abitano il Colosseo, e quelli che passeggiano indisturbati nelle calli veneziane. E sono i beniamini delle “gattare”, le signore premurose che portano il cibo ai mici senza padrone.
Io scrivo e qui, sul divano accanto a me, di Europei ne ho due. Amneris e Butterfly mi osservano attentamente. Credo sappiano che sto parlando di loro. La razza Europea è il risultato di una selezione durata secoli, e avvenuta nella più totale libertà. Quando accarezziamo il nostro Europeo perciò, facciamolo quasi con riverenza: è un gatto storico. E’ il discendente diretto del gatto selvatico nordafricano, il progenitore di tutti i gatti ora esistenti. Questo piccolo felino viveva nelle zone del delta del Nilo, cacciando con grande abilità i serpenti e i topi che abitavano gli acquitrini. Si pensa furono gli antichi egizi i primi a fare amicizia con lui e ad inserirlo nelle loro vita di tutti i giorni. Gli egizi erano veri maestri nello stringere rapporti con gli animali e capirono subito che il gatto poteva davvero tornare utile. Quando il Nilo straripava e allagava le colture, tutta una serie di animaletti, rane, topi e serpentelli, invadeva i campi. I mici allora si dimostravano impareggiabili nel cacciarli. Erano così importanti che la gente li riteneva di origine divina. La dea Bastet infatti, era raffigurata con il corpo di donna e la testa di gatta. Erano animali venerati e, quando ne moriva uno, i membri della famiglia alla quale apparteneva, si rasavano i capelli e le sopracciglia in segno di lutto. L’animale poi veniva mummificato e sepolto con tutti gli onori.
Nessuno poteva fare del male ad un gatto. La pena era la morte. E non si poteva neppure farli uscire dall’Egitto, perché erano un patrimonio nazionale. Ma i fenici, esperti contrabbandieri, riuscirono ugualmente nell’impresa. Si arricchirono molto con il commercio dei gatti perché in Europa, e soprattutto in Grecia, la gente si era accorta della loro validità nel combattere i topi, compito che prima riservavano alle donnole e alle faine. I fenici, i greci e anche i romani, tutti popoli che viaggiavano per mare, contribuirono quindi a diffondere il gatto un po’ ovunque. Divenne in poco tempo l’animale preferito dai marinai, perché capace di tenere sotto controllo i topi nelle stive delle navi. La repubblica di Genova, per esempio, “assumeva” addirittura dei gatti, con un regolare stipendio e anche Cristoforo Colombo, quando fece il suo viaggio alla volta delle Americhe, aveva una coppia di gatti, un maschio e una femmina, su ognuna delle sue caravelle.
Forte, resistentissimo alle malattie al punto che il detto “avere sette vite” sembra coniato apposta per lui, capace di adattarsi a qualsiasi tipo di clima, il gatto Europeo deve il suo grande successo soprattutto al carattere. Una miscela di affettuosità e indipendenza. Chi ne possiede uno lo sa bene. Si affeziona moltissimo a chi lo accudisce ma riesce nello stesso tempo a mantenere un leggero distacco, come se volesse riservarsi del tempo dal trascorrere in solitudine a meditare.
Roberto Allegri

STORIA

Il gatto Europeo proviene dal Nord Africa ed è arrivato in Europa grazie ai mercanti Fenici. Ha avuto subito un successo straordinario sia per la bellezza che per le doti di abile e robusto cacciatore di topi. Sembra che i mercanti genovesi lo considerassero addirittura un portafortuna, tanto che non mancava mai sulle navi che partivano per mete lontane. Negli anni 60 gli allevatori del Nord Europa ne hanno fissato tipo e standard. Nel 1980 l'Europeo ha ottenuto il riconoscimento ufficiale.

COM'E' FATTO

Ossatura forte; robusto e muscoloso.
Taglia:medio-grande. Il maschio raggiunge i 6 kg,la femmina può arrivare al massimo a 4,5 kg.
Testa: sembra rotonda,in realtà presenta una faccia più lunga che larga,con guance ben sviluppate,la fronte e il cranio sono arrotondati e il collo è ben proporzionato.
Orecchie: di media grandezza,terminano conpunteleggermente arrotondate. Ben distanziate alla base hanno qualche ciuffo di pelo che spunta dall'interno del padiglione.
Occhi: sono piazzati leggermente in obliquo rispetto alla canna nasale e possono essere verdi,gialli arancio e blu,ma anche impari,negli esemplari con il mantello bianco. Lo sguardo è vispo e intelligente.
Corpo: robusto,forte,con il petto largo e la muscolatura ben sviluppata.
Zampe: solide e forti,di media lunghezza;piedi forti e rotondi.
Coda: forte alla base e con l'estremità leggermente arrotondata.
Mantello: corto,fitto,lucido,elastico e ben aderente al corpo.
Colore:la varietà di mantello sono veramente numerose e lo standard accetta tutte le varietà di colore. La combinazione dei disegni del suo mantello è quindi veramente infinita. Questo è dovuto al continuo incrocio dei caratteri genetici avvenuto attraverso accoppiamenti poco controllati,sopratutto in passato. Fra le colorazioni del mantello quella che forse è considerata la più tipica della razza è il tabby che,fra l'altro,ricorda le lontanissime origini dell'Europeo.
Vita media:12 anni

CARATTERE

Il gatto Europeo è attivo,furbo e curioso,ama andare a caccia di piccoli animali. Le femmine in particolare,si affezionano all'intera famiglia. Si adatta facilmente ad ogni ambiente:appartamento,terrazzo,giardino o in grandi spazi. E' consigliabile lasciargli libertà di muoversi e girovagare. Resiste alle fredde temperature. I gatti della varietà bianca sono più combattivi e autoritari.

CURE

Avendo il pelo corto non richiede toelette molto ricercate: sarà sufficiente spazzolarlo 1 o 2 volte alla settimana,intensificando l'operazione durante il periodo della muta. Sono molto utili le spazzole di gomma e per lisciare e lucidare il mantello si può usare una pelle di daino inumidite che ,passata sul pelo, facilita la rimozione dei peli morti. Bisogna abituarlo al bagno fin da cucciolo,utilizzando shampoo speciali per gatti a pelo corto e avere cura di asciugarlo sempre perfettamente.

ALIMENTAZIONE

E’ un gatto forte e robusto dotato di un appetito straordinario . Si consiglia l’uso di cibi preconfezionati perché offrono un doppio controllo:sulla qualità ,perché vengono sempre rispettate le giuste proporzioni nella somministrazione dei principi nutritivi ed anche sulla quantità ,perché risulta più facile dosare il quantitativo di cibo da somministrare. E ‘ molto valido e molto apprezzato anche il cibo secco che non deve essere servito come ‘contentino’ ma come un alimento nel vero senso del termine. I croccantini non devono essere somministrati ‘ in più ma sostituire il pasto tradizionale ed essere ripartiti nelle giuste dosi durante la giornata. I gatti sterilizzati tendono facilmente ad ingrassare per cui necessitano di un maggiore controllo ed eventualmente della somministrazione di cibo a basso contenuto calorico.

RIPRODUZIONE

Si riproducono con grande frequenza (2-3 volte all'anno). La gestazione dura in media poco più di 2 mesi e la femmina non necessita di cure particolari. Difficilmente in gravidanza la femmina presenta dei problemi e anche il parto non richiede l’intervento da parte del proprietario (la sua presenza è però sempre consigliata). I cuccioli sono in media 4/7 per parto. I cuccioli devono essere svezzati intorno ai trenta giorni ed è bene somministrargli cibi appositamente studiati per i cuccioli in modo che vengano fornite,nelle giuste proporzioni, tutte le sostanze di cui necessitano.

Il gatto Europeo

Il gatto Europeo, un amico tutto speciale

E’ definito il “gatto per eccellenza” ma c’è chi lo chiama anche il “gatto più gatto”. In effetti, se pensiamo ad un micio ci viene in mente per forza lui: la testolina rotonda, il corpo compatto, gli occhi grandi e leggermente obliqui, la coda che si assottiglia in punta. E’ il gatto di razza Europea, il comune gatto domestico.
“Comune” è un termine che però non deve trarre in inganno. Di comune, inteso come dozzinale, questo micio non ha proprio nulla. Si è portati a considerarlo come una “seconda categoria”, qualcosa di molto diverso dalle razze esotiche e aristocratiche come i persiani o i siamesi. Ma in realtà, quella Europea non solo è una razza vera e propria, riconosciuta e accettata nelle esposizioni feline, ma anche una tra le più nobili. Le sue origini infatti si perdono nella notte dei tempi e sembra che questo micio discenda direttamente dagli antichi gatti egiziani, ritenuti un tempo al pari delle divinità.
E’ comunque il gatto il più diffuso in assoluto. Si è calcolato che in Italia la popolazione felina si aggira sui sette milioni e mezzo di individui, e quasi tutti sono Europei. E’ quindi il più amato, il più fotografato, il più richiesto. E anche il protagonista di favole, di racconti, e di cartoni animati. Appartengono a questa razza il gatto con gli stivali della fiaba, il famoso Silvestro, il gatto Tom e il Romeo degli Aristogatti di Walt Disney. Sono Europei i mici che abitano il Colosseo, e quelli che passeggiano indisturbati nelle calli veneziane. E sono i beniamini delle “gattare”, le signore premurose che portano il cibo ai mici senza padrone.
Io scrivo e qui, sul divano accanto a me, di Europei ne ho due. Amneris e Butterfly mi osservano attentamente. Credo sappiano che sto parlando di loro. La razza Europea è il risultato di una selezione durata secoli, e avvenuta nella più totale libertà. Quando accarezziamo il nostro Europeo perciò, facciamolo quasi con riverenza: è un gatto storico. E’ il discendente diretto del gatto selvatico nordafricano, il progenitore di tutti i gatti ora esistenti. Questo piccolo felino viveva nelle zone del delta del Nilo, cacciando con grande abilità i serpenti e i topi che abitavano gli acquitrini. Si pensa furono gli antichi egizi i primi a fare amicizia con lui e ad inserirlo nelle loro vita di tutti i giorni. Gli egizi erano veri maestri nello stringere rapporti con gli animali e capirono subito che il gatto poteva davvero tornare utile. Quando il Nilo straripava e allagava le colture, tutta una serie di animaletti, rane, topi e serpentelli, invadeva i campi. I mici allora si dimostravano impareggiabili nel cacciarli. Erano così importanti che la gente li riteneva di origine divina. La dea Bastet infatti, era raffigurata con il corpo di donna e la testa di gatta. Erano animali venerati e, quando ne moriva uno, i membri della famiglia alla quale apparteneva, si rasavano i capelli e le sopracciglia in segno di lutto. L’animale poi veniva mummificato e sepolto con tutti gli onori.
Nessuno poteva fare del male ad un gatto. La pena era la morte. E non si poteva neppure farli uscire dall’Egitto, perché erano un patrimonio nazionale. Ma i fenici, esperti contrabbandieri, riuscirono ugualmente nell’impresa. Si arricchirono molto con il commercio dei gatti perché in Europa, e soprattutto in Grecia, la gente si era accorta della loro validità nel combattere i topi, compito che prima riservavano alle donnole e alle faine. I fenici, i greci e anche i romani, tutti popoli che viaggiavano per mare, contribuirono quindi a diffondere il gatto un po’ ovunque. Divenne in poco tempo l’animale preferito dai marinai, perché capace di tenere sotto controllo i topi nelle stive delle navi. La repubblica di Genova, per esempio, “assumeva” addirittura dei gatti, con un regolare stipendio e anche Cristoforo Colombo, quando fece il suo viaggio alla volta delle Americhe, aveva una coppia di gatti, un maschio e una femmina, su ognuna delle sue caravelle.
Forte, resistentissimo alle malattie al punto che il detto “avere sette vite” sembra coniato apposta per lui, capace di adattarsi a qualsiasi tipo di clima, il gatto Europeo deve il suo grande successo soprattutto al carattere. Una miscela di affettuosità e indipendenza. Chi ne possiede uno lo sa bene. Si affeziona moltissimo a chi lo accudisce ma riesce nello stesso tempo a mantenere un leggero distacco, come se volesse riservarsi del tempo dal trascorrere in solitudine a meditare.
Roberto Allegri

STORIA

Il gatto Europeo proviene dal Nord Africa ed è arrivato in Europa grazie ai mercanti Fenici. Ha avuto subito un successo straordinario sia per la bellezza che per le doti di abile e robusto cacciatore di topi. Sembra che i mercanti genovesi lo considerassero addirittura un portafortuna, tanto che non mancava mai sulle navi che partivano per mete lontane. Negli anni 60 gli allevatori del Nord Europa ne hanno fissato tipo e standard. Nel 1980 l'Europeo ha ottenuto il riconoscimento ufficiale.

COM'E' FATTO

Ossatura forte; robusto e muscoloso.
Taglia:medio-grande. Il maschio raggiunge i 6 kg,la femmina può arrivare al massimo a 4,5 kg.
Testa: sembra rotonda,in realtà presenta una faccia più lunga che larga,con guance ben sviluppate,la fronte e il cranio sono arrotondati e il collo è ben proporzionato.
Orecchie: di media grandezza,terminano conpunteleggermente arrotondate. Ben distanziate alla base hanno qualche ciuffo di pelo che spunta dall'interno del padiglione.
Occhi: sono piazzati leggermente in obliquo rispetto alla canna nasale e possono essere verdi,gialli arancio e blu,ma anche impari,negli esemplari con il mantello bianco. Lo sguardo è vispo e intelligente.
Corpo: robusto,forte,con il petto largo e la muscolatura ben sviluppata.
Zampe: solide e forti,di media lunghezza;piedi forti e rotondi.
Coda: forte alla base e con l'estremità leggermente arrotondata.
Mantello: corto,fitto,lucido,elastico e ben aderente al corpo.
Colore:la varietà di mantello sono veramente numerose e lo standard accetta tutte le varietà di colore. La combinazione dei disegni del suo mantello è quindi veramente infinita. Questo è dovuto al continuo incrocio dei caratteri genetici avvenuto attraverso accoppiamenti poco controllati,sopratutto in passato. Fra le colorazioni del mantello quella che forse è considerata la più tipica della razza è il tabby che,fra l'altro,ricorda le lontanissime origini dell'Europeo.
Vita media:12 anni

CARATTERE

Il gatto Europeo è attivo,furbo e curioso,ama andare a caccia di piccoli animali. Le femmine in particolare,si affezionano all'intera famiglia. Si adatta facilmente ad ogni ambiente:appartamento,terrazzo,giardino o in grandi spazi. E' consigliabile lasciargli libertà di muoversi e girovagare. Resiste alle fredde temperature. I gatti della varietà bianca sono più combattivi e autoritari.

CURE

Avendo il pelo corto non richiede toelette molto ricercate: sarà sufficiente spazzolarlo 1 o 2 volte alla settimana,intensificando l'operazione durante il periodo della muta. Sono molto utili le spazzole di gomma e per lisciare e lucidare il mantello si può usare una pelle di daino inumidite che ,passata sul pelo, facilita la rimozione dei peli morti. Bisogna abituarlo al bagno fin da cucciolo,utilizzando shampoo speciali per gatti a pelo corto e avere cura di asciugarlo sempre perfettamente.

ALIMENTAZIONE

E’ un gatto forte e robusto dotato di un appetito straordinario . Si consiglia l’uso di cibi preconfezionati perché offrono un doppio controllo:sulla qualità ,perché vengono sempre rispettate le giuste proporzioni nella somministrazione dei principi nutritivi ed anche sulla quantità ,perché risulta più facile dosare il quantitativo di cibo da somministrare. E ‘ molto valido e molto apprezzato anche il cibo secco che non deve essere servito come ‘contentino’ ma come un alimento nel vero senso del termine. I croccantini non devono essere somministrati ‘ in più ma sostituire il pasto tradizionale ed essere ripartiti nelle giuste dosi durante la giornata. I gatti sterilizzati tendono facilmente ad ingrassare per cui necessitano di un maggiore controllo ed eventualmente della somministrazione di cibo a basso contenuto calorico.

RIPRODUZIONE

Si riproducono con grande frequenza (2-3 volte all'anno). La gestazione dura in media poco più di 2 mesi e la femmina non necessita di cure particolari. Difficilmente in gravidanza la femmina presenta dei problemi e anche il parto non richiede l’intervento da parte del proprietario (la sua presenza è però sempre consigliata). I cuccioli sono in media 4/7 per parto. I cuccioli devono essere svezzati intorno ai trenta giorni ed è bene somministrargli cibi appositamente studiati per i cuccioli in modo che vengano fornite,nelle giuste proporzioni, tutte le sostanze di cui necessitano.