- Corporatura: il gatto europeo ha un corpo robusto e muscoloso. Il petto è largo, il collo e le spalle sono pronunciate.
- Testa: la testa è piuttosto larga, la faccia appare rotonda, ma è più lunga che larga. La fronte e il cranio sono leggermente arrotondati.
- Naso: è diritto, di lunghezza media e di larghezza costante. La fronte è caratterizzata da una leggera depressione a livello degli occhi.
- Orecchie: le orecchie sono dritte; arrotondate all'estremità e possono avere pelo sulle punte.
- Occhi: gli occhi sono di forma rotonda, disposti leggermente in obliquo.
- Zampe: le zampe sono forti e solide, di lunghezza media, si assottigliano regolarmente verso piedi forti, robusti e di forma arrotondata.
- Coda: la coda è di lunghezza media, ma non sempre e in alcuni gatti è anche all' insù. Piuttosto spessa alla base, si affila gradualmente fino all'estremità arrotondata.
- Mantello: il pelo è normalmente corto, e quando il gatto gode di una nutrizione adeguata ed appropriata, ha la pelliccia lucida.
- Colori: i colori del pelo sono soprattutto scuri. I più frequenti sono: grigio, bianco o bianco sporco, marrone, arancio scuro, nero. Spesso le femmine hanno il mantello di 3 colori diversi, abbinati solitamente con bianco, marrone e arancio.
l riconoscimento della razza si giunse dopo un lungo lavoro, iniziato nel 1925 in Inghilterra ad opera del Governing Council of the Cat Fancy, organizzazione di appassionati che ebbe grande influenza nella determinazione degli standard di molte razze. Sebbene le mire iniziali degli allevatori fossero quelle di creare un registro per il gatto comune inglese (British shorthair), l'innascondibile discendenza di questo da quello continentale aprì comunque la strada allo Shorthair (il nome, che significa "di pelo corto", con cui è anche noto l'europeo), per il quale si campionarono esemplari dei più diversi, tutti di prelevamento domestico, ma - anche per le abitudini del tempo - tutti incrociati con la popolazione randagia.
Il gatto europeo è perciò una razza selezionata direttamente dal gatto comune domestico, o gatto soriano, ovvero dalla stragrande maggioranza dei gatti in circolazione in Italia ed in Europa. La circostanza ha fatto sì che la rappresentazione culturale (anche in termini di tradizioni popolari) del gatto, sia massimamente in qualche modo riconducibile all'europeo.
Si distinguono, all'interno della razza le seguenti varietà
- gatto europeo bianco
- gatto europeo unicolore
- gatto europeo squama di tartaruga
- gatto europeo smoke
- gatto europeo tigrato o tabby
- gatto europeo silver
- gatto europeo con bianco (bicolore, van, arlecchino)
- Carattere
- Delle caratteristiche note del gatto, l'europeo presenta accentuate soprattutto l'intelligenza, la curiosità, la giocosità e l'istinto predatorio, disponendo molto del tempo di veglia ad attività che le mettano in pratica; ove impossibilitato, l'europeo esprime comunque anche l'istinto della caccia con comportamenti che secondo molti studiosi ravvivano di tanto in tanto istruzioni genetiche specifiche, come il salto, l'agguato, l'esplorazione. Durante lo svezzamento, il cucciolo di europeo riceve articolatissimi insegnamenti in questo senso dalla madre, e ciò anche se questa abbia vissuto separata da contesti naturalistici, ad esempio esclusivamente in appartamento, quasi che gli innatismi riescano a sopravvivere alle compressioni cui certe domesticazioni li sottopongono, anche in assenza di modi di pratica.
- Cucciolo di femmina di gatto europeo
- Moderatamente addestrabile dall'uomo, sebbene a prezzo di un notevole impegno e solo in presenza di un rapporto di confidenza molto profondo, l'europeo esprime episodici sprazzi di affettuosità (più marcati nelle femmine), superati da molto più frequenti tensioni ludiche. Dimostra invece con buona chiarezza gli stati d'animo, ed è capace di grande sensibilità.
- Si sostiene da taluni etologi che vi sia una correlazione fra il colore del manto ed il grado di dominanza o di remissività degli esemplari dell'europeo, sia nei rapporti con i simili, sia nei rapporti con l'uomo; secondo questi studi, ai mantelli con tinte più chiare corrisponderebbe un carattere maggiormente dominante, mentre a quelli più scuri un'indole di maggiore remissività. La tesi ha fatto discutere, ma ha suscitato, almeno per ora, un'accoglienza solo tiepida. Secondo altri studiosi, l'europeo è comunque portato a sviluppare una certa personalità in assenza di personalità più forti (umane o dei simili) che possano comprimerla, nel qual caso invece si adatta alla posizione subalterna, sebbene non sempre di buon grado.
- Gatto europeo adulto
- La tigratura e i mantelli
- Particolare del mantello di un gatto europeo maschio di 4 mesi
- Circa la tigratura, va detto che di fatto, salvo casi rarissimi, essa è presente, anche se talvolta impercettibilmente, in pressoché tutti gli esemplari. Il rilievo delle tigrature, in simili esemplari, si presenta in particolari condizioni di luce, ad esempio con forte luce radente ed ovviamente ad osservazione ravvicinata.
- Ciò vale anche per i pregiati esemplari grigio-argentei, mentre è più facile che sia assente negli esemplari prevalentemente bianchi, anche se si è da taluni sostenuto che ciò possa accadere per effetto di casuale incrocio di pigmenti bianchi nella combinazione del patrimonio genitoriale.
- Del resto, le variazioni della tigratura sono state definite come assolutamente distintive di ciascun individuo, al pari delle impronte digitali umane: non si ha infatti nozione di due gatti con l'identico disegno.
- I mantelli più diffusi sono quelli tabby, soprattutto nel disegno mackerel (tigré, caratterizzato da righe continue) e blotched (caratterizzato da un disegno marmorizzato).
- I bicolori vengono classificati a seconda della disposizione della pezzatura bianca in bicolori, arlecchini e van.
- Tra le varietà più rare vi sono i silver, sia nella versione silver tabby che smoke.
- I tricolori sono quasi esclusivamente di sesso femminile, nella varietà calico (nero/arancio/bianco) e calico diluito (grigio/crema/bianco).
- Le particolari leggi biologiche che governano le pigmentazioni ed i disegni dei mantelli, rendono alquanto ardua la selezione in allevamento: la lunga storia del gatto europeo è anche una ricchissima storia genetica nella quale di tanto in tanto affiorano sorprese e variazioni, e la ricerca estetica selettiva ne risulta fortemente penalizzata.
Il gatto domestico (Felis silvestris catus) è un mammifero carnivoro della famiglia idei
felidi (genere felis). Oggi si contano una cinquantina di
razze differenti riconosciute con delle certificazioni. Essenzialmente
territoriale e crepuscolare, il gatto è un predatore di piccoli animali,
specialmente roditori.
Il gatto per comunicare utilizza vari vocalizzi (più di 16), le fusa, le posizioni del corpo e produce dei feromoni.
Il gatto può essere addestrato ad obbedire a semplici comandi e può imparare da solo a manipolare semplici meccanismi come le maniglie delle porte. La denominazione gatto deriva dal latino catus o cattus, di origine incerta, la cui radice presenta analogie con il nubiano kadis ed il berbero kadiska.
Altre fonti ne fanno risalire l'origine alle lingue celto-germaniche (antico alto tedesco chazza, moderno alto tedesco katze, kater, cimbrico kâth, iro-gaelico cat, antico scandinavo kötr, anglosassone cat, svedese katt)
Il gatto è un animale territoriale. Il territorio del gatto ha un raggio attorno alla sua dimora di almeno 5 chilometri Il territorio viene delimitato emettendo i feromoni. L'interazione con gli altri gatti viene centrata sulla relazione con il territorio. La memoria del territorio viene costruita additivamente, impara quanto viene "aggiunto" al territorio, ma non si accorge di quanto viene tolto. Ad esempio un gatto ritornerà continuamente a controllare la tana di un topo che ha catturato, anche se sa che questa è vuota.Il gatto non è un animale unicamente solitario: a seconda dello spazio e delle risorse disponibili, i gatti possono formare delle strutture sociali che vanno dal gatto solitario in ambiente rurale, a dei larghi e densi gruppi in ambiente urbano.
Comunicazione
I gatti comunicano tra di loro principalmente per mezzo dei feromoni e delle posizioni corporalI.Le ghiandole contenenti i feromoni si trovano in numerosi punti sul corpo: ghiandole anali, tra i cuscinetti sulle zampe, attorno alla coda, nel solco intermammario, attorno alla bocca e sulle guance. Nei primi due casi si tratta generalmente di feromoni di allarme, che stimolano l'animale ad evitare la zona quando non addirittura alla fuga. I feromoni si depositano anche sulla saliva, nel materiale fecale e nell'urina. Hanno il vantaggio di durare nel tempo, anche in assenza del gatto. Possono essere deposte volontariamente per marcare il territorio, come ad esempio i feromoni emessi dalle ghiandole interdigitali durante le graffiature, per stabilire dei contatti sociali (tipicamente dalle ghiandole caudali) e quando il gatto si pulisce, oppure involontariamente, per stress (feromoni di allarme), attaccamento della madre ai suoi piccoli (dal solco intermammario, sono denominate anche C.A.P., Cat Appeasing Pheromone), con i feromoni sessuali (sempre dalla zona anale/caudale). Con l'eccezione dei feromoni di allarme e sessuali, in generale l'effetto chimico agisce principalmente sullo stesso gatto che li ha emessi.
Attualmente sono stati evidenziati almeno cinque messaggi chimici mediati dai feromoni, di tre dei quali si è riconosciuto il significato
- F2 - è una marcatura di tipo prettamente sessuale e viene emessa dal maschio in calore.
- F3 - viene deposta sugli oggetti e nell'ambiente di cui fa parte il territorio del gatto. Ha una funzione tranquillizzante e inibisce lo stimolo alla marcatura urinaria. Esistono in commercio, per l'appunto, versioni sintetiche di queste secrezioni per i problemi di eccessiva marcatura urinaria dei gatti maschi negli ambienti domestici (Feliway®). Tali feromoni sono anche detti facciali, in quanto vengono emessi da ghiandole poste sul muso dell'animale, mediante sfregamento della parte laterale del viso, dalla connessura labiale fino alla zona posta al di sotto delle orecchie. In pratica, lo strusciare la guancia del gatto è in realtà un'azione di marcatura feromonale F3.
- F4 - viene secreto per l'allomarcatura, ovvero la marcatura chimica dei conspecifici o dei familiari, incluso l'uomo. Uno degli effetti del feromone F4 è la riduzione dell'aggressività nel felino stesso.
Posizioni corporali
Il gatto utilizza per comunicare anche una larga gamma di posizioni corporali. La posizione generale del corpo, le sue mimiche facciali o il movimento della sua coda, degli occhi e delle orecchie indicano il suo stato emozionale. Quando è spaventato o aggressivo tira indietro le orecchie e tende i baffi. La coda sollevata è in segno di saluto. Quando è spaventato e vuole incutere paura all'avversario fa una gobba e rizza il pelo per apparire più grosso.La coda ritta, con la sola punta piegata da un lato, è indice di benessere e di piacere. La coda agitata ritmicamente, talvolta sbattuta con una certa forza da un lato all'altro mostra invece nervosismo che può trasformarsi in aggressività. Altre volte la madre utilizza la sua coda per stimolare l'istinto di caccia della sua prole.
- Il miagolio è un verso caratteristico del gatto; il verbo miagolare deriva dall'onomatopea miao, stilizzazione del verso. In genere il gatto è piuttosto discreto e miagola poco, ma alcune razze, come i siamesi, sono più loquaci di altre.
Ringhi
Il gatto in posizione di attacco o di difesa, è anche capace di ringhiare, soffiare e sputare per intimorire e avvisare l'avversario. Secondo alcuni ricercatori il soffio imita il comportamento del serpente.[23] Quando è aggressivo, specialmente in rapporto con altri suoi simili, il gatto può emettere un ringhio di tonalità molto bassa e profonda, che è considerato l'ultimo avviso prima dell'attacco.Fusa
Il meccanismo dell'emissione delle fusa dei gatti non è ancora conosciuto. I felini non sembrano possedere un organo dedicato alle fusa. Una prima ipotesi suppone una contrazione molto rapida dei muscoli della laringe, che comprimerebbe e dilaterebbe la glottide facendo vibrare l'aria che passa. Un'ipotesi più antica, evoca una vibrazione della vena cava, amplificata dai bronchi, dalla trachea e dalle cavità nasali. Queste vibrazioni sonore si ritrovano nella maggior parte dei felini, ma il loro meccanismo e la loro utilità non sono ancora spiegati completamente. I gatti sono gli unici felini che riescono a fare le fusa sia durante l'inspirazione che l'espirazione, senza "interrompere" il tipico suono.Le fusa cominciano all'età di due giorni: durante l'allattamento i piccoli rassicurano in questo modo la madre che tutto va bene e questa non deve continuamente sorvegliarli. Le fusa della madre, a loro volta, rassicurano i piccoli che sono al sicuro. L'emissione delle fusa avviene anche durante la pulitura dei piccoli, ma può avvenire anche quando il gatto è malato, ferito o morente. In questi ultimi casi è probabile che le fusa servano a calmare l'animale e per richiedere un aiuto.
Sonno
Durante le fasi del sonno paradossale, l'attività elettrica del cervello, degli occhi e dei muscoli è molto importante. Si assiste al movimento delle vibrisse, a sussulti delle zampe o della coda, il pelo può rizzarsi e il gatto può cambiare posizione.
Il gatto effettua almeno 2 volte al giorno un sonno persistente, che occupa circa 6 ore. Quindi la giornata di un gatto è di circa 12 ore, e non come la nostra che è di 24. Infatti, i gatti durante la notte dormono all'incirca 6 ore. Ciò significa che dormono altre 6 ore durante il giorno.
Graffi
La crescita degli artigli del gatto è continua e
compensa l'usura naturale. Il gatto può aggiustare la lunghezza e
affilare i suoi artigli strofinandoli contro delle superfici rugose. I
graffi sono dei marchi visuali e odorosi. Questo comportamento è per
comunicare agli altri gatti l'appartenenza del territorio.
Pulizia
Durante la loro pulizia ingeriscono molti peli che poi si accumulano nel loro stomaco, formando delle palle di pelo chiamate bezoari. Questo perturba il transito intestinale e vengono dunque vomitate per evitare l'occlusione intestinale. La pulizia reciproca tra gatti è riservata solo tra quelli che si conoscono intimamente. Si leccano per scambiarsi l'odore e per depositare sull'altro dei feromoni calmanti[13].Escrementi
I gatti in natura scelgono dei luoghi con terra molle per depositare i loro escrementi.
Li coprono in seguito con della terra, grattando con le loro zampe
anteriori. L'odore degli escrementi innesca il loro interramento; ciò
permetteva al gatto allo stato selvatico di non far individuare il
proprio odore dai predatori e di diminuire i rischi di infezioni da parassiti. Questo, quindi, è un atteggiamento quasi istintivo, e viene inculcato dalla madre ai cuccioli molto presto.
Il gatto produce escrementi una o due volte al giorno ed urina fino a
cinque volte al giorno, senza contare le attività di marcatura urinaria
del territorio. Quest'ultimo comportamento è riconoscibile perché il
gatto alza la coda e rivolge la schiena verso l'oggetto che intende
marcare. Anche la defecazione è utilizzata come marcatura del territorio
quando gli escrementi vengono depositati ben in vista nei luoghi di
passaggio dei gatti (per esempio sopra un ceppo). Con l'invecchiamento dell'animale il volume dell'urina può crescere a causa di frequenti problemi benigni di ipertiroidismo.Le feci dei gatti possono essere veicolo di trasmissione all'uomo della Toxoplasmosi attraverso ingestione delle oocisti sporulate.
La convivenza con l'uomo
Il gatto è un animale il cui addomesticamento è
relativamente recente. Per questo conserva una sua naturale diffidenza e
indipendenza. Nei gatti non esiste una struttura gerarchica come nei
cani, e dunque il suo rapporto con gli umani è diverso: l'essere umano
viene considerato come una madre sostitutiva che è utile per procurare
il cibo e garantisce protezione. In questo senso il gatto non si lega al
suo "padrone", essendo un animale che è più legato al territorio che
non al branco, a differenza del cane Non per questo il gatto non può
provare affetto verso le persone e in alcuni casi può anche essere
protettivo. Nella maggior parte dei casi se allevato da piccolo il suo
atteggiamento verso il padrone è inoltre affettuoso e dolce. Il gatto
può inoltre manifestare il proprio affetto verso il padrone succhiando
la cute a livello della piega del gomito, e nel frattempo facendo le
fusa ed allungando le zampe. In tali momenti resta con gli occhi chiusi
ed il padrone, in una forma di imprinting, rappresenta per lui la vera
madre. Un altro modo di riconoscere l'umano come una "mamma" è quello di
grattare il torace del compagno umano con le zampe anteriori. Questo
comportamento è detto "fare la pasta", in quanto le zampe si muovono
come le braccia di un uomo quando impasta la farina, ed è un'azione
tipica dei gattini sotto allattamento che in questo modo stimolano la
lattazione dalle mammelle materne. Non è sempre un comportamento gradito
agli umani, in quanto eseguito con le unghie sfoderate, ma va
considerato comunque una dimostrazione di affetto in quanto viene
appunto proiettata sul padrone la figura materna.
Una compagnia benefica
Diversi studi hanno evidenziato come la compagnia di un gatto possa aiutare le persone con problemi psichici, le persone sole o stressate abbassandone la tensione. Esistono persino delle tecniche di gattoterapia, ossia di pet therapy con i gatti[32].Il gatto è essenzialmente carnivoro. Il suo organismo necessita della taurina, un derivato degli amminoacidi che non sintetizza autonomamente, ma che ritrova nella carne. Un gatto che non assimila una dose sufficiente di taurina svilupperà sintomi di disturbi oculari e cardiaci, un deficit immunitario e nelle femmine dei problemi riproduttivi.
Tecniche di caccia
Già nei primi mesi di vita si possono osservare dei giochi di caccia nei gattini, talvolta utilizzando la coda della madre. Anche il gatto utilizza le classiche tecniche di caccia dei Felidae, basate sull'appostamento e l'agguato. Tali tecniche vengono trasmesse dalla madre nell'infanzia dell'animale (primi 5-6 mesi di vita) tramite il gioco.
Per uccidere la preda il gatto la morde generalmente alla nuca, rompendo così la colonna vertebrale. Le prede più cacciate sono i piccoli roditori, ma possono anche essere lucertole, piccoli uccelli e insetti. Alle volte può anche attaccare ricci, conigli e serpenti. Non esita, in caso di bisogno, a nutrirsi anche di scarti.
I gatti domestici che hanno l'opportunità di cacciare fin da giovani divorano generalmente la loro preda. In genere, prima di ucciderla giocano con essa prima di divorarla. Alle volte la portano al padrone considerandolo un genitore adottivo poco abile nella caccia.
Il cioccolato è tossico per i gatti, poiché contiene la teobromina che non può essere metabolizzata dal loro organismo (come pure da quello dei cani).
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